Il punto in movimento. Peter Brook e il CICT

Quarto appuntamento per “Il Teatro che ha cambiato il Teatro”. Un percorso attraverso la rivoluzione della scena nel ‘900 tra video documentari, brevi scene, letture di lavoro. Ed è solo la prima tappa.

“Non si cerca mai una nuova forma, sempre ciò che anima la forma. La forma poi segue”. Non ci potrebbe essere migliore sintesi per chiudere questo percorso intrapreso a novembre scorso con il Living Theatre, di questa precisazione che Peter Brook fa a George Banu, durante l’intervista che fa da filo rosso al video documentario che proietterò venerdi prossimo.

Perché questa è la sostanza del viaggio: quella di corrispondere alla realtà portandola in scena attraverso ciò che davvero ci attraversa, ciò che ci anima e determina le nostre relazioni. Conflitto, emozioni, bellezza, violenza, amore, sudore, lacrime sangue non come compiacente retorica per spettatori compiti ma vita vera capace di scuoterli, coinvolgerli o disturbarli.

Molti si sono spesi e hanno speso la loro vita artistica e non per questo, a cominciare dalla rivoluzione di Stanislavskij all’inizio del secolo passando per Artaud, che si è lasciato destabilizzare pur di provare a se stesso e al mondo cosa vuol dire mettersi in gioco davvero. Ma in ogni caso il punto è raccogliere il testimone e rilanciare questa sfida scottante e vitale, senza accomodarsi mai. Del resto significherebbe scegliere la platea e non la scena, mentre l’aspetto fantastico di questo nuovo secolo è che sono molti di più quelli che “ballano”, e decisamente consapevoli.

Io continuerò a ballare in questa direzione, rilanciando questo percorso con una nuova scommessa: attraverso Medea, messa in scena con un mio breve testo per “interloquire” con due maestri e con gli spettatori, per riutilizzare gli strumenti che ci sono stati consegnati sviluppando il suo stesso percorso di consapevolezza.

Un percorso che come questo attraversa la memoria, per arrivare alla presa di coscienza del suo essere donna, del suo valore, delle sua capacità di tenere insieme relazioni, di custodire miti e simboli e attraverso di essi il rigore e il rispetto della comunità.

Elementi essenziali per ricomporre la realtà delle cose, affermare la verità affermando la propria indipendenza, smascherando la violenza del potere, esercitata attraverso la sopraffazione fatta di castelli di menzogne, fino all’eliminazione di tutto ciò che contravviene l’ordine costituito.

Che, come le donne sanno, è quotidianamente anche fisica. Ma da qui, dovrà saperlo tutta la città.

Vi aspetto venerdi 17 Marzo ore 21, Sala Teatro Casale Podere Rosa, Via Diego Fabbri snc (angolo via de Stefani)

Info e contatti: tel: 068271545 – 3920488606 e-mail: info@casalepodererosa.org
fb: http://www.facebook.com/spazioliberoassociazione
tw: @SpazioLiberoXXI

per arrivare: bus Atac 343 da MB Conca d’Oro o MB Rebibbia

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