PER CHE, per un istinto incorrotto

La stella dell’integrità si è accesa al Teatro di Villa Torlonia. Per i 50 anni dall’assassinio di Che Guevara, in scena il bel film realizzato da Paolo di Nicola, circondato da Nuove Tribu Zulu, Trasmutazioni, Alessandro D’Alessandro e Antonella Costanzo, Simone Saccucci, Remo Marcone, David Riondino, Marina Basile ed io.

Una serata per raccontare Che Guevara per noi, attraverso l’arte di ciascuno di noi: recitazione, canto, danza, musica, pittura, film. Un ensemble, dove ognuno è stato una parte di un tutto, così come sappiamo che solo può essere combattere hasta la victoria.

L’ho visto sorridere, e non come da iconografia celebrata.

Ho sentito un sorriso vero, dolce e sottile, di chi sa che tutto questo continua a vivere nonostante le difficoltà, e nonostante le ingiurie, palesemente ignoranti della storia e dei fatti, tanto più se pronunciate da sedicenti giornalisti, e pasto gustoso della trangugia&divora catodica o digitale con la scusa della par condicio.

Il valore di questa serata è ancora più forte per questo, perché di fronte all’ipocrisia dei sepolcri imbiancati incarna la memoria nel presente, ripetendo senza stancarsi “siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo”.

Questo ciascuno di noi ha ripetuto, nei suoi modi e col suo linguaggio ma con una voce unica, perciò più forte degli assordanti schiamazzi di tante voci isolate pronte a sgolarsi pur di affermare il proprio potere sugli altri, togliere spazio, afferrare l’ultima fetta di torta senza neanche più guardarsi intorno per sapere chi ha fame davvero.

Un momento, un attimo di luce nel buio, ma prezioso, indispensabile per individuare i contorni di un percorso ad ostacoli, ridefinire i propri passi nonostante l’oscurità, rivedere tanti visi, e riscoprire in quanti non hanno perso di vista da che parte stare. Ed il respiro della integrità si fa immenso.

Grazie all’AAMOD e a Paolo di Nicola per questo.

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