“Casa di Rigenerazione”: la vitalità di TeatroCittà

casadirigenerazione“Dove punti il compasso, lì è il centro”, dice Eugenio Barba riferendosi al teatro delle periferie estreme di ogni parte del mondo. Una verità che TeatroCittà, il centro di ricerca teatrale di Torre Spaccata, torna a confermarci con la sua vitalità, che questa volta è passata per lo spettacolo “Casa di Rigenerazione”, scritto e diretto da Patrizia Schiavo, con la sua Compagnia Nuovo Teatro ad animare la scena.

Uno spettacolo allegramente sgangherato, dove la “Casa” è significativamente un manicomio, soprattutto nel senso gergale del termine, non solo per la noncuranza verso l’unità d’azione, ma anche perché dalla direttrice alle ricercatrici agli inservienti non si rintraccia una persona sana. Tra chi sfoga una divertita follia a chi non riesce a trattenere il disagio, l’unica che si salva è la cuoca-Silvia Grassi, la cui dirompente genuinità salvaguarda da qualunque alienazione, che non le consente di fingere neanche in scena.

Niente qui può essere ricondotto al senso comune, né tanto meno alla logica, perciò inutile aspettarsi un’unità d’azione dei diversi momenti, non c’è, e non è il caso di ricondurla alle proprie categorie, né tanto meno cercarne un filo conduttore che non sia il luogo stesso: manicomio, Casa Circondariale, Casa di Rigenerazione… è Teatro.

Luogo d’incontro, di relazione, rito di passaggio per la consapevolezza. Una Casa non chiusa, senza recinzioni, anzi aperta ad accogliere, e pronta a invitare ad attraversare questo luogo, considerandolo come un’occasione per socializzare la propria ossessione, che sulla scena determina un passo verso il sovvertimento delle parti.

Una scelta che ha contagiato la vitalità – da molti ritenuta follia –, la stessa per cui lo spettacolo a grande richiesta è stato replicato, e che attende ora il nuovo capitolo con “Terapia d’Urto”. Un titolo che è tutto un programma, per chi crede sia venuta l’ora di scuotere chi partecipa dal ruolo protetto di spettatore, provocando la necessità di essere attore. Una scoperta che può sorprendere tutti, a cominciare dai “padroni” della “Casa”.

 

 

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