Readings e Presentazioni

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IL TEATRO CHE HA CAMBIATO IL TEATRO

4° appuntamento
Il punto in movimento. Peter Brook e il CICT

“Krishna stesso ha detto: «Nessuno può mettersi nei panni di un altro» e ha indicato quanto sia pericolosa l’imitazione sterile, la gelosia, il cercare di essere come qualcun’altro. E ciò per ragioni molto semplici: fin dalla nascita comincia un dialogo profondo tra ciò che portiamo in noi stessi e ciò che si riceve dall’esterno. Il nostro passaggio nella vita è segnato da questi avvenimenti. E in teatro questo scambio è forte e costante”.

Peter Brook, dall’intervista a George Banu, Rai 2

Quarta tappa di un viaggio affascinante nelle profondità di una ricerca che è anche un percorso nella memoria, quasi come la discesa di uno speleologo nelle viscere della terra, che sono le nostre.

Prove di scena, un video documentario, pagine di lavoro.

Venerdi 17 Marzo ore 21 –
Sala Teatro Casale Podere Rosa, Via Diego Fabbri snc (angolo via De Stefani)

Per arrivare: bus: atac 343 da MB/Conca d’Oro o MB/Rebibbia
Info e contatti: tel: 068271545 – 3920488606 Prenotazioni: info@casalepodererosa.org
http://www.casalepodererosa.org https://it-it.facebook.com/casalepodererosa

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AAAAAAALT FERMI TUTTI !!!

Sgomberato il Rialto S. Ambrogio, sede dei movimenti per l’acqua  oltre che del Gianni Bosio e di altre associazioni, e chiusa la Casa delle Letterature. Due punti di riferimento internazionali

Ad un giorno dal nostro terzo appuntamento devo fermarmi per far sapere a tutti che questo 16 Febbraio 2017 è cominciato con lo sgombero del Rialto e la chiusura della Casa delle Letterature. Due punti di riferimento preziosi sul piano culturale e sociale, capaci di unificarci a dispetto della frantumazione umana e sociale, capaci di alzare la qualità di questa città al degrado.

Ma non ci fermeranno. Noi continueremo, ovunque, in tutte le strade. Anzi io ho inaugurato il nuovo corso proprio a S. Valentino, nel giorno dedicato all’amore con una performance a cappello a piazza Fiume. Perché non sfugga a nessuno che proprio l’amore travolgerà chi calcola.

E apriremo le porte delle nostre case, e ricominceremo con gli happening, e invitiamo tutti a fare altrettanto. Sarà il nostro filo rosso, e la corda che li legherà.

Ci vediamo domani sera al Casale Podere Rosa, un altro centro prezioso minacciato di sgombero. Dopo questi fatti, con ancor più determinazione.

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Gli appuntamenti precedenti:

17 Febbraio 2017
3° appuntamento

La relazione e lo scambio.
Eugenio Barba e l’Odin Teatret

“Il teatro è una via per intessere relazioni, per realizzare una vita indipendente da quella imposta dalle circostanze, per conservare la sete di un futuro che sembra impossibile, per creare un’oasi di vita “normale” nel corso feroce della storia, per nutrire in maniera non distruttiva la propria rivolta, che è continuare a sognare attivamente e razionalmente, evitando che il sogno diventi monumento o rimpianto”.

Mettiamo insieme urgenze, ossessioni, passioni personali per un momento, per attraversare l’esperienza dell’ODIN prendendo in mano il capo del filo.

“Spesso si crede che in un gruppo di teatro l’unità fra le diverse persone significhi assomigliarsi. Al contrario, bisogna cercare la differenziazione reciproca, se si vuole ragigungere la totalità. E’ attraverso questo processo, basato sulla fiducia gli uni verso gli altri, che si forma un solido terreno unitario aldisotto delle differenze. L’unità superficiale, invece, anche quando è unità di idee o di intenzioni, è spazzata via al primo vento”.

“Credo nei gruppi fatti di grandi individualisti, spinti da una profonda necessità personale e che volendo placare questa necessità personale la superano, vanno oltre, incontrando la necessità degli altri. Infrangere il proprio cerchio nel teatro. E poi infrangere il cerchio del teatro”.

Da “Solitudine, mestiere, rivolta”, di Eugenio Barba

Vi aspetto con una poesia, un breve brano, un oggetto, un colore o qualsiasi cosa vi appartenga, per definire insieme un momento e uno spazio

Venerdi 17 Febbraio ore 21 –
Casale Podere Rosa, Sala Teatro – Via Diego Fabbri snc (angolo via De Stefani)

odin-teatret

Per arrivare: bus: atac 343 da MB/Conca d’Oro o MB/Rebibbia
Info e contatti: tel: 068271545 – 3920488606 Prenotazioni: info@casalepodererosa.org
http://www.casalepodererosa.org https://it-it.facebook.com/casalepodererosa

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20 gennaio 2017
2° appuntamento

Per un teatro povero.
Jerzy Grotowsky e il Teatr Laboratorium

“Il testo è una specie di bisturi che ci permette di aprirci, di trascendere il nostro io; di scoprire ciò che è celato in noi e di andare verso gli altri”.

“L’effetto catalitico delle grandi opere è il fondamento della loro forza: esse ci aprono porte fino ad allora chiuse, avviano il processo di presa di coscienza personale”.

Da “Per un Teatro povero”, intervista a Jerzy Grotowsky

“Se l’attore conserverà coscienza del suo corpo, non potrà concentrarsi e scoprire se stesso. Il corpo deve liberarsi da ogni resistenza, deve praticamente cessare di esistere”.

grotowski-copia

“Per me, creatore di teatro, le parole non sono importanti; per me, la sola cosa che conti, è ciò che si può ricavare da queste parole, ciò che dà vita alle parole inanimate del testo, e le trasforma in «Verbo»”

“L’essenza del teatro è costituita da un incontro. L’individuo che compie un atto di auto-penetrazione, stabilisce in qualche modo un contatto con se stesso: cioè, un confronto estremo, sincero, disciplinato, preciso e totale – non soltanto un confronto con i suoi pensieri, ma un confronto tale da coinvolgere l’intero suo essere, dai suoi istinti e ragioni inconsce fino allo stadio della sua più lucida consapevolezza”.

Da “Per un teatro povero”, intervista a Jerzy Grotowsky

Akropolis, 1962

Akropolis, 1962

Dopo l’appuntamento con il Living Theatre che ha aperto la serie il 16 dicembre scorso, sarà la volta del “Teatro Povero” di Jerzy Grotowsky che negli anni sessanta lancia la sua provocazione contro un consumismo in ascesa esponenziale, di cui le luci di Hollywood erano il faro trasformando lo spettacolo in uno show per incantatori e gli spettatori in personaggi passivi e inebetiti. Contro tutto questo, come già il Living, il Teatr Laboratorium diventa lo spazio della consapevolezza della propria possibilità di incidere partecipando.

venerdi 20 gennaio ore 21 – Casale Podere Rosa, Sala Teatro – Via Diego Fabbri snc (angolo via De Stefani)

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16 Dicembre 2016
1° appuntamento

Il Living Theatre, ovvero: la strada è dove la vita avviene.
E IL TEATRO E’ DIVENTATO LA STRADA

Una serata bellissima, partecipata e coinvolgente. Il teatro è dove la vita avviene: da un testo condiviso, un testo collettivo, il nostro Living e le parole arrivate sulla scena: Sempre…immaginifica…ignoravo…universo…chiama…lento…conquistare

emerse dai testi condivisi, di cui questo:

“Tu chi sei?living-genova
Oppure chi vorresti essere
Come qualunque altro
Cado in qualche buca
Attore della propria vita
Tempo lento della ricerca
Ero e sarò ancora
Meno male che sono qui
Immaginando noi”.

E con la storia, il lavoro e l’impegno del LIVING THEATRE, abbiamo ritrovato le loro parole chiave, le nostre per l’oggi:

CORAGGIO, LIBERTA’, PROVOCAZIONE, AUTONOMIA, LIBERAZIONE

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“Ogni tradizione è stata infranta e ogni nuova epoca è stata creata in seguito a una frattura col passato”. “Quello che facemmo all’inizio con Julian, è stato di rivolgerci alle “autorità” in campo teatrale. Come vedi, anche se eravamo già pacifisti, l’anarchismo non ci diceva ancora nulla. Stavamo appena scoprendo le nostre idee politiche”.

living_theatre_04“Uno scenografo meraviglioso, Robert Edmund Jones, il cui lavoro si ispirava molto ad Appia e a Craig, ci diede l’idea iniziale fondamentale: quello che importa – disse – è che voi realizzate esattamente la vostra idea. Ma la condizione è che rimanga un piccolo teatro”.
“E noi cominciammo subito, facendo teatro nel nostro salotto”.

“Ci interessava l’arte e volevamo portare la poesia dentro il teatro perché il teatro commerciale non aveva poesia, e noi pensavamo che non ci potesse essere alcun progresso a teatro a meno che non vi facesse ritorno la poesia. E lo credo ancora”.
Dovevo avere un teatro, ma non potevamo con Julian realizzare qualcosa di autocratico. Il nostro modo di concepire le relazioni umane, che faceva sì che ci definissimo anarchici, non era così distante dall’idea di ensemble di Piscator”.

Dal libro intervista a Judith Malina

Il gruppo, fondato nel ’47 da Julian Beck e Judith Malina, è stato per giudizio unanime la più radicale esperienza di sovversione teatrale del XX secolo. Attraverso i suoi spettacoli, le messe in scena in strada, il loro stile di vita.

Cominciamo da qui, per cogliere il senso di un’esperienza che ha investito e fatto coincidere scelte di lavoro e di vita con i propri ideali, praticandoli, come l’apice del percorso che ha compiuto il teatro nel ‘900.

Per arrivare: bus: atac 343 da MB/Conca d’Oro o MB/Rebibbia
Info e contatti: tel: 068271545 – 3920488606 Prenotazioni: info@casalepodererosa.org
http://www.casalepodererosa.org https://it-it.facebook.com/casalepodererosa

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IL TEATRO
CHE HA CAMBIATO IL TEATRO

Quattro appuntamenti con chi ha riportato il teatro nelle strade e nelle piazze, facendone uno strumento di derisione del potere con la propria alterità, ridendo e divertendosi, ridando alla sofferenza la forza della verità, e una possibilità al cambiamento.

locandina-generale

Video documentari, letture, prove di scena e conversazioni con tutti i partecipanti.

CASALE PODERE ROSA – Sala Teatro, Via Diego Fabbri snc, (angolo via De Stefani) alle 21
http://www.casalepodererosa.org https://it-it.facebook.com/casalepodererosa

per arrivare: bus atac 343 da MB/Conca d’Oro o MB/Rebibbia
Info e contatti: tel: 068271545 – 3920488606 Prenotazioni: info@casalepodererosa.org

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